gio, 29 luglio 2010

Caro Fiore, Area Destra esiste e la Consulta è ancora aperta.

Pubblicato da mazzantiil 24 - luglio - 2010

Singolare comportamento, quello di Roberto Fiore. Ospite della Consulta per l’unitĂ  dell’area creata da Area Destra, oggi coglie l’occasione di un’intervista a La Mosca Bianca per sentenziare che… l’iniziativa è fallita. Secondo lui, a far fallire il progetto di Area Destra sarebbe stata una non meglio precisata “deriva pidiellina”, a cui, per altro, si sarebbe opposto solo un dirigente che, guarda caso, oggi viene segnalato dalla stessa Forza nuova come un possibile perno di manovra per una nuova “riunione” dei partiti della cosiddetta Destra radicale sotto l’egida appunto di Fn.
Dispiace per Fiore, ma le cose non stanno affatto così.
In primo luogo, Fiore potrĂ  benissimo decidere di non partecipare piĂą alle riunioni della Consulta, ma – sempre che non s’offenda – non sarĂ  certo lui a decidere se e quando sarĂ  chiusa.
Quale sarebbe, poi, la svolta “pidiellina”, di cui la dirigenza di Area Destra è stata accusata anche da Pucci e dai suoi amici?
Contrariamente ad altri partiti dell’area, AD ha messo nero su bianco il proprio programma e le sue intenzioni di azione politica. Nell’ultimo capitolo di Essere Uniti Essere Destra è stato chiaramente specificato come AD:
1 – Non consideri il Centrodestra un nemico, perchĂ© il nemico di AD è la Sinistra (oltre che tutto ciò che nella societĂ  su muove ai danni del popolo italiano, al di lĂ  egli schieramenti politici);
2 – Che, contrariamente a quei partiti che, da sempre, predicano a gran voce di non voler nessuno accordo col PdL, salvo poi cercarlo sotto banco in tutte le occasioni; AD ha chiarito quando e come è possibile e dignitosa – tanto a livello nazionale che locale – un’alleanza elettorale col PdL, dando così ai suoi iscritti e simpatizzanti due possibilitĂ : quella di regolarsi sul da farsi nel territorio di propria competenza; quella di verificare se le azioni della dirigenza nazionale corrispondono ai programmi esposti.
Da questo punto di vista vale ricordare che, a partire proprio da Pucci, ogni capitolo di quel libro, prima della pubblicazione, fu letto e approvato da tutti i componenti dell’allora esecutivo nazionale.
Semmai, ormai è chiaro e lampante ciò che è successo in queste settimane e proprio grazie alle parole di Fiore. In AD c’era chi lavorava per portare AD “a capitale” di Forza nuova, ma questo, oggettivamente, oltre che impossibile, sarebbe stato inutile e dannoso per il progetto stesso di unitĂ  dell’area. E ora che questa operazione è fallita, non è strano che quanti l’hanno tentata si dimettano e accusino chi è rimasto al proprio posto di aver “svenduto il progetto originario”. Forse, questi signori hanno agito non su mandato di Fn, ma, semplicemente, con l’intenzione di compiacere Fn, credendo in questo modo di rafforzare rapporti personali. Di certo, un AD fotocopia di Fn non sarebbe stata utile a nessuno, neanche allo stesso Fiore.
Così come Fiore, al di lĂ  di quel che dice a La Mosca Bianca, sa benissimo che non si potrĂ  mai riunire l’area sotto l’egida di una delle sigle storiche del dopo-Fiuggi, per le note questioni di gelosia e primogenitura e supremazia dei vari capi e capetti.
Quel che è certo, è che AD non è finita, non ha chiuso i battenti della Consulta, non cerca casa nel PdL e, anzi, cresce sul territorio sia in termini di circoli che di iscritti per circolo.
Di piĂą. Si sono dimessi diversi dirigenti, è inutile negarlo. Ma è anche altrettanto facile notare come, da AD, si siano finora dimessi solo quei dirigenti – quasi tutti di nomina dell’ex-responsabile legale – che, nel proprio territorio di competenza non avevano alcun seguito, non essendo riusciti a tesserare e coinvolgere neanche i congiunti piĂą stretti e confondendo l’attivitĂ  politica con gli sproloqui via internet.
Non se ne farĂ  un dramma, insomma.

MASSIMILIANO MAZZANTI

CIVITELLA PAGANICO – Il circolo comunale di Area Destra va all’attacco su quelle che ritiene alcuni problemi irrisolti del territorio comunale. A iniziare dalla discarica di Cannicci, “…vero e proprio cazzotto in un occhio – dice il responsabile Emilio Ercoli – in uno splendido paesaggio, che cresce e si amplia ogni giorno di piĂą appestando con maleodoranti odori l’intera area. Evidentemente c’è chi preferisce continuare a fare cassa anzichĂ© mantenere gli impegni assunti con i cittadini”. Per Area Destra i paesi “…non sono tenuti sufficientemente puliti dal Coseca, sempre pronto invece a chiedere continui aumenti”. E poi i “…cantieri per lavori pubblici ancora aperti, soprattutto nelle frazioni, che creano grave disagio ai cittadini. E uffici comunali importanti, come l’urbanistica e i lavori pubblici, spostati ai piani alti del palazzo comunale senza aver prima abbattuto le barriere architettoniche per evitare alle persone anziane e ai disabili disagi e comprensibili malumori”. Sotto accusa anche il nuovo campo sportivo i cui lavori sono in corso da anni, la mancata realizzazione di 12 alloggi popolari “…che pure avevano ottenuto il contributo di altri enti al tempo dell’Amministrazione Petri”. Secondo Ercoli, “…il Comune non privilegia gli interessi generali, attua una politica che di sociale ha poco o niente, spesso vessatoria verso i cittadini, fa cassa con la discarica e l’autovelox”.

Nasce il circolo di Area Destra di Sorano

Pubblicato da Infoil 19 - luglio - 2010

Anche a SORANO si è costituito il circolo territoriale di Area Destra che conta più di 10 iscritti, soglia minima prevista per la costituzione di un circolo.Andrea Urso, già consigliere comunale a Sorano, ex commissario del circolo di AN e attuale presidente del coordinamento nazionale di Area Destra, nonché socio costituente del neo movimento politico, ne è il promotore.Il responsabile provinciale di Area Destra, Adriano Renis, plaude all’iniziativa.Il circolo di Area Destra di Sorano si va ad aggiungere agli altri circoli di Area Destra già presenti sul territorio e, nel breve termine, altri ancora ne verranno costituiti sul territorio provinciale.Questo conferma quanto interesse stia suscitando sul territorio il movimento politico che, nel proporsi quale strumento attraverso il quale realizzare l’unità dell’area, si caratterizza per essere l’unico soggetto politico identitario, sociale e nazionale in grado di essere valido e credibile punto di riferimento per una intera comunità umana e politica oggi delusa e confusa.

Andrea Urso

Adriano Renis

Comunicato AD Varese

Pubblicato da Infoil 17 - luglio - 2010

Giovedi 8 luglio a Varese si è tenuta la riunione provinciale di Area Destra.Alla presenza dei dirigenti locali e dei militanti più attivi si è aggiunta quella di simpatizzanti di altri movimenti di area come La Destra e Fiamma tricolore. Enzo Rosa Coordinatore di Area Destra dopo avere illustrato le fasi che hanno portato alla formazione della nuova struttura politica del movimento ed aver avviato un vivace dibattito sulle vicende
che hanno tenuto banco nell’ultimo periodo, ha formulato delle proposte di riorganizzazione locale in virtĂą delle quali si è concordato quanto segue:
- Il ruolo di portavoce ufficiale del Circolo Area Destra Varese Ovest è
ora affidato a Marco Amicone. Marco si è da poco iscritto al movimento, ma
la lunga conoscenza che ci accomuna dĂ  ampie garanzie sulla sua persona.
Sergio Vagliasindi non si defila, ma motivi prettamente personali non gli
permettono in questo periodo di seguire con la consueta attenzione la zona
a lui assegnata. Naturalmente Marco e Sergio avvieranno una collaborazione
che viste le loro preziose qualitĂ  porterĂ  il nostro movimento alla
visibilitĂ  che merita.
- Krjstian Tavano è stato incaricato di dare forma ad un gruppo che sia di
aggregazione per i giovani che intendono aderire al nostro progetto.Egli
ha giĂ  provveduto a promuovere l’idea su FB creando il “Gruppogiovani
Areadestra”. Stefanetti diventerĂ  il suo principale riferimento.
- Le recenti schermaglie tra PDL e AD in ambito locale hanno portato alla
unanime decisione di attuare dal prossimo autunno una particolare
attenzione mediatica verso tutte le manovre “sospette” che giĂ  prendono
forma in vista delle amministrative.
- A settembre verranno presentati ufficialmente i circoli di Area Destra
“Varese nord” e Varese Ovest”
Area Destra Varese – Circolo Paolo Cossu

AREA DESTRA, LA DESTRA E IL “CASO LORENZI”

Pubblicato da mazzantiil 2 - luglio - 2010

L’articolo è lì (anzi, qui) a dimostrarlo: sul “caso Lorenzi”, Area Destra ha sottolineato semplicemente il coraggio di un ragazzo che, trovandosi ai vertici di un’organizzazione giovanile di partito, decide di rendere autonoma questa stessa organizzazione e di staccarsi e staccarla dal partito di riferimento, di cui, ovviamente, non condivide più il percorso politico.

Che sia un atto di coraggio lo dimostra il semplice fatto che La Destra, attualmente, nel Lazio, è l’unica formazione dell’area a poter far perno su posizioni di potere e, quindi, è francamente difficile abbandonarla per “convenienza”.

Apriti cielo! Un diluvio di commenti, di insulti, di ricorsi alle parole di un soggetto, Alessandro Pucci, espulso da AD non certo per quello che pensa, ma per il vizio di sostenere le sue poche e confuse idee con l’insulto e la diffamazione di chi non la pensa come lui.

Giudicare positivamente la scelta di Lorenzi, per i fedelissimi di Storace, sarebbe la prova nientemeno che del “fallimento” di Area Destra, oppure della nostra reale volontà, che non sarebbe quella di unire l’area di destra, ma di spaccarla ed egemonizzarla.

Quanta pochezza! Quanta pochezza soprattutto se si pensa che questi giudizi vengono da parte di chi, pervicacemente, al progetto di unificazione dell’area non ha mai creduto, neanche per un minuto e ha vissuto fin da subito la nascita di Area Destra come un problema esistenziale.

Su Lorenzi c’è poco da aggiungere. Se dovesse aderire alla Consulta, come è già stato fatto da parte del coordinatore nazionale, gli sarebbe chiesto di valutare l’opportunità di “restituire” a La Destra un nome e un simbolo che, per altro, col suo gruppo dirigente, detengono legalmente. E ciò in virtù di un ragionamento alquanto elementare: ciò che conta realmente è l’impegno e la militanza – il contenuto – non le etichette; dunque, Lorenzi e tutti coloro che lo seguiranno non avranno certo difficoltà a far vedere quanto valgono anche sotto una denominazione diversa e tale da disarmare una volta e per sempre quanti confondono la politica con le tendenziose e oziose discussioni nei socialnetwork.

Per altro, ciò potrebbe anche non accadere, dal momento che è sicuro che Lorenzi ha lasciato La Destra, mentre nulla – per ora, almeno – si sa circa il percorso che vorrà intraprendere in futuro.

Sul rapporto La Destra-Area Destra, invece, è bene fare qualche precisazione.

C’è un motivo, se Roberto Fiore, Luca Romagnoli, Piero Puschiavo, Cospito e tanti altri ancora – pur nelle (anche profonde) differenze di partenza – siedono al tavolo della Consulta, mentre Storace e i suoi non hanno mai neanche preso in considerazione l’ipotesi di farlo.

Area Destra è nata per volontà di un gruppo di dirigenti proprio de La Destra quando, dopo aver tentato inutilmente di percorrere proprio quella strada all’interno del partito di Storace, hanno capito che all’ex-ministro quel discorso non interessava affatto.

Posizione legittima, quella di Storace, ma tale da rendere impossibile ogni dialogo.

A La Destra interessano solo le alleanza elettorali, le unioni contingenti e, possibilmente, solo laddove è possibile esercitare pressione sugli altri gruppi da posizioni di forza. Il progetto di Area Destra è ben altra cosa. Tutto qui.

In particolare, AD è convinta – e ciò che sta accadendo rafforza questa convinzione – che l’unità delle forze militanti – o di buona parte di esse, se di tutte non è possibile – possa essere solo il risultato di una aggregazione “di base” e in funzione di un confronto ideale e programmatico vasto e approfondito, ma soprattutto libero da eventuali interessi elettoralistici a breve termine.

In altre parole, l’unità si potrà raggiungere solo quando, su un insieme di temi e di progetti, ci sarà la condivisione della più parte dei militanti e dei dirigenti, a prescindere dal fatto che, questa o quella posizione, possano facilitare l’alleanza con la PdL o con chissà chi altri; la partecipazione a questo o a quel cartello elettorale a livello locale o nazionale.

Per essere piĂą chiari, quando sarĂ  possibile definire una posizione politica senza che chi ascolta abbia il dubbio che detta scelta sia utile non giĂ  al movimento, ma solo a chi lo guida.

Come si è detto direttamente allo stesso Storace, fatta salva la buona fede fino a prova contraria, non risulta al di sopra di ogni sospetto – ché l’impressione conta e molto, in politica – la feroce campagna antiberlusconiana del dopo Politiche 2008 e la messa all’indice della Santanché, se nel 2010 Daniela torna a essere un alleato prezioso e La Destra si schiera al fianco della PdL perché garantisce l’eleggibilità dei candidati di LD.

A scanso di ulteriori polemiche, si noti quanto scritto: eleggibilità, non elezione, ché per quella sono necessari i voti ed è buon titolo di Storace averli presi. Ma è di tutta evidenza come siano le condizioni per far contare i voti, prima ancora che il consenso, il problema politico delle destre italiane fuori dalla PdL.

Dunque, per quanto liberi di agitarsi, forse è bene che stiano sereni, gli amici de La Destra, e non gridino al “fallimento” del progetto di Area Destra e non esultino per inesistenti spaccature del suo nucleo dirigente, solo perché qualcuno si è messo in condizioni di non poter più lavorare con gli altri.

In primo luogo, perché se fossero le scriteriate azioni di un singolo a determinare il “fallimento” di un’operazione, visto il punto di partenza di questa discussione, cosa si dovrebbe pensare de La Destra, che ha perso il suo segretario giovanile, buona parte dei dirigenti e, per di più, con ragioni ben più nobili e politicamente importanti di quelle che hanno mosso evidentemente il Pucci.

In secondo luogo, perché la validità di un progetto come quello di AD sarà valutabile solo alla fine del percorso – che sarà meno lungo di quello che qualcuno chiaramente spera – e, allora, tanti si ricrederanno.

PRIMA RELAZIONE DEL COORDINATORE NAZIONALE

Pubblicato da mazzantiil 30 - giugno - 2010

Carissimi amici, dirigenti di Area Destra,

come avrete notato – non senza perplessità e sconforto, immagino – la strada per raggiungere i nostri obiettivi è più lunga del previsto e, purtroppo, anche irta di ostacoli, frapposti soprattutto da chi agisce in nome e per conto di logiche che non ci appartengono, ma, più vastamente, non appartengono alla logica politica propriamente detta.

La ri-organizzazione del movimento – la cui direzione mi è stata affidata dal Coordinamento nazionale – viene contestata da alcuni soci fondatori e, in particolare, dall’ex-rappresentante legale. In verità, è stata salutata come positiva da quasi tutti voi e, addirittura, per iscritto, in parte anche da chi contesta la recente riunione al De Russie.

Del resto, è in virtù di questa ri-organizzazione che, in poche ore, siamo riusciti ad allargare il Coordinamento stesso a due amici (Rosa e Bolzonello) che, da tempo, hanno dimostrato capacità e volontà politiche ben superiori a chi s’attarda solo in quisquilie burocratiche e polemiche sterili; abbiamo dato un nuovo input al coordinamento provinciale fiorentino (Carnasecchi); abbiamo potuto dare fiducia a un giovane (Stefanetti), nominato coordinatore nazionale giovanile.

Come al solito, tutte cariche sottoposte all’onere della prova e alla ratifica del nostro massimo organo di garanzia, ma immediatamente esecutive, data la necessità di stare al passo con gli eventi.

Per altro, d’ora in avanti questa sarà la regola: ogni incarico da me conferito sarà immediatamente esecutivo, ma sottoposto a ratifica da parte del primo Coordinamento nazionale utile e sarà conferito e confermato solo in base alla effettiva e dimostrata capacità di raggiungere gli obiettivi fissati dal Coordinamento stesso.

Il mio personale impegno per dare sostanza e concretezza al movimento, dunque, non certo verrà meno a causa di pretestuose contestazioni e sono a disposizione di tutti voi per ogni esigenza che si dovesse rendere necessario assolvere nell’interesse di Area Destra.

Però, anch’io ho bisogno del vostro aiuto che, in questa fase, anche nel mese di luglio, significa moltiplicare le occasioni di incontro con i simpatizzanti e l’arruolamento di militanti e iscritti col tesseramento.

Scioccamente, c’è chi va dicendo che il rinnovato gruppo dirigente sia propenso ad abbandonare il progetto di unità dell’area, per trasformare Area Destra nell’ennesimo partitino di destra.

Al contrario, è proprio per marciare speditamente in quella direzione che occorre rafforzare le nostre file, strutturando e moltiplicando la nostra presenza sul territorio.

Come ho sostenuto fin dalla prima riunione della Consulta per l’unità dell’area – a fronte della richiesta dei vari capi di FN, Fiamma e gruppi minori di dimostrare, noi, quanto valessimo realmente -, per rilanciare una qualsiasi Destra in Italia non basta unire le “debolezze” rimaste sul campo, bensì radunare tutti i militanti di buona volontà e rifondare una Destra capace di essere politicamente efficace ed elettoralmente dignitosa. E per aiutare questo processo ho scritto un documento programmatico, pubblicato sotto forma di libro, per dare il nostro particolare contributo al processo.

Allora, questa mia impostazione fu condivisa senza riserva alcuna da tutti i dirigenti di Area Destra, compresi quelli che oggi contestano la linea da me interpretata. Oggi la linea è esattamente la stessa.

Rafforzare Area Destra non significa dare vita a un nuovo partito, ma ingrossare l’esercito di militanti ed elettori che, sulla base di idee e programmi precisi (ancorché implementabili ed emendabili col contributo di tutti), costringa i tanti, troppi “generali” della miriade di micro-destre ad accettare il percorso unitario.

Del resto, come sarebbe possibile chiedere ad amici che hanno costruito realtà politiche di valore – seppur oggi fortemente compresse, in termini di prospettiva, dalle norme elettorali e dalla “pigrizia” intellettuale – di fare un passo indietro e di costruire tutti insieme una casa comune, se non dimostriamo di avere anche un buon numero di “mattoni”, oltre che ottimo “cemento”?

Nei prossimi giorni, sul nostro sito – areadestra.it – affronterò quotidianamente le principali vicende politiche, per far in modo che il nostro messaggio, oltre che sulla base di quanto scritto su ESSERE UNITI – ESSERE DESTRA, sia sempre piĂą omogeneo e completo, permettendo a tutti i dirigenti locali di sostenere con completezza di mezzi la battaglia politica.

Inoltre, presto verranno anche gli input per iniziative di carattere nazionale che permettano ad Area Destra di manifestare alla massima espressione la sua dimensione nazionale.

A tutti voi, cari amici, il compito di tenere alta la bandiera nelle realtà locali, con battaglie radicate sul territorio e con l’opera di proselitismo.

Buon lavoro a tutti noi.