gio, 29 luglio 2010

INCENSAMENTI CON IL PARAOCCHI IN NOME DELL’ANTIFASCISMO

Pubblicato da Infoil 26 - febbraio - 2010

INCENSAMENTI CON IL PARAOCCHI IN NOME DELL’ANTIFASCISMO”

(di Andrea Danubi)

Gentile Direttore,

Il capo dello stato ha ricordato il suo predecessore Pertini nel ventennale della morte con la solita retorica stantia, difendendone «l’ integritĂ  morale, la dirittura e la coerenza personale» e soprattutto «i valori che sono alla base della nostra Costituzione, i valori fondanti della Repubblica, i valori dell’antifascismo, della libertĂ , della democrazia». E ci mancherebbe altro.
Mai si levasse una voce contraria all’incensamento col paraocchi. Possibile che in Italia non si possa alzare un velo sugli aspetti oscuri del santino di Pertini? Per quanti decenni dovremo ancora sorbirci i totem della “resistenza”? Possiamo citare Pietro Nenni e Riccardo Lombardi – suoi autorevoli compagni di partito -, che lo definirono rispettivamente un violento e un cervello di gallina? Possiamo ricordare che corse a Belgrado affranto a baciare la bara del Maresciallo Tito e la bandiera jugoslava? Possiamo rammentare che appena eletto al Quirinale concesse la grazia a quel Toffanin, nome di battaglia “Giacca”, capo partigiano condannato all’ergastolo per la strage di Porzus e altri reati ( Botteghe Oscure lo fece però riparare in Jugoslavia dove restò, assieme all’assegno mensile dell’INPS….) come sequestro di persona e omicidio? Pertini parlò di “tirannicidio” riferendosi al barbaro assassinio di Benito Mussolini, ma in un discorso ufficiale al Senato, “celebrando” la scomparsa di Stalin, così si espresse: ” Giuseppe Stalin è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerĂ  tramonto”. In Parlamento, nel gennaio del ‘48, disse che “I fascisti massacrati non erano stati abbastanza”. Alla radio, il 27 aprile del 1945, così si era pronunciato (nonostante, va ricordato, l’Italia “democratica e antifascista” arrendendosi, si era impegnata a non giustiziare il Duce. Articolo 39 delle condizioni di resa.): “Il capo di questa associazione a delinquere, Benito Mussolini, mentre giallo di livore e paura tentava varcare la frontiera svizzera, è stato arrestato. Egli dovrĂ  essere consegnato al tribunale del popolo perchĂ© lo giudichi per direttissima. Questo noi vogliamo, nonostante che pensiamo che per quest’uomo il plotone di esecuzione sia troppo onore. Egli meriterebbe di essere ucciso come un cane rognoso. Ecco quali sentimenti albergavano nell’animo del presidente “buono”, quale costumanza di valori possedeva. Un bel democratico, davvero. Risulta che il suo braccio destro dell’epoca fosse Giuseppe Marozin, un delinquente spietato (del quale pure l’UNITA’ riporterebbe le malefatte) che fucilò – spinto dal leader socialista – gli attori Ferida e Valenti. Pertini avrebbe pure ordinato la eliminazione del Maresciallo Graziani e chiesto pubblicamente la fucilazione di Umberto di Savoia. Inoltre, parrebbe pesantemente coinvolto, facendo parte dell’organizzazione militare del PSI, nella progettazione del vile quanto inutile attentato di Via Rasella da cui scaturirĂ  la rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Anche se Amendola, membro del CNL, disse in seguito che Bauer e Pertini – gli altri due responsabili della Giunta Militare – non sapevano dell’ordine materiale dell’imboscata, il celebre “finto netturbino” nella sua testimonianza li coinvolge tutti. Certo il futuro capo di stato appare un chiaro responsabile morale. Il Presidente partigiano, che andava in giro ad accarezzare bambini, chissĂ  se si sarĂ  mai ricordato di Piero Zuccheretti, il bambino di Via Rasella, saltato per aria sulla bomba preparata da questi “eroi”…Dubito che abbia provato vergogna e rimorso. Alla tv hanno mostrato un servizio sullo stato di fatiscenza della tomba dell’ex presidente. Pare che non la visiti nessuno. A Predappio, nella cripta Mussolini, si recano oltre centomila persone l’anno. Una ragione ci sarĂ .

Castiglione della Pescaia, 25 febbraio 2010

La LEGA non è un’opzione per l’uomo di DESTRA

Pubblicato da Infoil 25 - febbraio - 2010

Sempre piĂą spesso, si sente dire di persone ed esponenti politici locali “di destra”, i quali, in contrasto con i loro partiti, abbandonano le rispettive formazioni per approdare alla Lega. La scelta- come ogni scelta personale – è legittima e, d’altro canto, la Lega ha dimostrato capacitĂ  politiche e volontĂ  di combattere battaglie che non sono certo in contrasto netto col pensiero di destra. Però, il fatto che esistano uno o piĂą punti di contatto tra pensiero di destra e Lega rendono veramente la Lega un’opzione esperibile per l’uomo di destra? Sicuramente, no. Semmai – se l’adesione è sincera e non finalizzata ad “accasarsi” in un partito che, meglio di altri, può garantire l’elezione da qualche parte – è vero il contrario: la presenza di uomini di destra nella Lega arricchisce la Lega stessa. Di contro, però, indebolisce, e mortalmente, a lungo andare, proprio quella Destra che – come è stato chiarito nel libro-programma a breve a disposizione di tutti – ancora non esiste “partiticamente parlando”, ma non ha mai smesso di pulsare nel  corpo del Paese. Per altro, è cosa nota, almeno al Nord, la Lega accetta sempre ben volentieri “infiltrazioni” da destra nei propri ranghi, salvo poi emarginarle, quando queste hanno assolto la loro funzione di “portatrici d’acqua consensuale” dei primi tempi. Le cocenti e ricorrenti delusioni che in tanti, donne e uomini di destra, hanno provato nel partecipare alle piĂą svariate esperienze, non devono far cadere la tensione – prima ancora morale che politica – di restituire una Destra all’Italia. PerchĂ© solo così, riunendo tutte le forze di destra presenti sul territorio, si potrĂ  ancora permettere al Paese di attingere a quella vasta cultura politica che è stata costruita e coltivata per un sessantennio al fine di dare risposte finalmente esaustive ai gravi problemi della nostra societĂ . Pensare di salvare quel patrimonio, diluendolo in altre esperienze che muovono da presupposti completamente diversi e “altri”, è follia, stupiditĂ  e infantilismo politici, a volte anche malafede. Può essere che coloro che hanno dato vita ad AreaDestra, in realtĂ , siano inadeguati a raggiungere il grande risultato che si sono prefissi di raggiungere. Però, va dato atto come quelle stesse persone non abbiano mai chiesto nĂ© chiedano un “atto di fede” verso le loro persone. Si non limitate a costruire un percorso e a proporlo ai militanti e ai partiti esistenti, nella piena disponibilitĂ  a fare non uno, ma cento passi indietro, quando intorno al tema dell’unitĂ  della Destra sarĂ  cresciuta una classe dirigente nuova. AreaDestra non è una casa prefabbricata, dentro alla quale si chiede agli altri di venire ad abitare, abbandonando le rispettive, attuali abitazioni. AreaDestra è una strada che porta a un terreno edificabile in cui, tutti insieme, si può e si deve ricostruire la casa per tutta la Destra italiana. Non provare nemmeno a percorrerla, allora, se si abbandonano altre vie che hanno mostrato di non portare da nessuna parte, è semplicemente sciocco. E ciò che è sciocco, per sua stessa natura, non è politico.

Si costituisce a Venosa (PZ) il primo Circolo di Area Destra

Pubblicato da Infoil 25 - febbraio - 2010

 

Nello squallore del panorama politico nazionale si avverte, ogni giorno di piĂą, l’esigenza di una vera forza politica di DESTRA che non esiste. Per questo rendo nota la mia adesione al Movimento Politico AREA DESTRA, con la convinzione e la voglia di fare una politica costruttiva, avendo come obiettivo il benessere sociale, i diritti umani e civili, la salvaguardia dell’identitĂ  nazionale, riconoscendomi nella cultura occidentale ed europea, impegnandomi nella costruzione di una grande forza nazionale-sociale-popolare riformista e di governo. Parte da Venosa e dalla provincia di Potenza l’anelito di libertĂ , di giustizia e di identitĂ  per far si che al popolo della Basilicata venga restituito quel ruolo e quella considerazione che gli spettano divenendo esso stesso soggetto attivo e non passivo, artefice dei propri destini. Quale promotore del circolo di Venosa e della provincia di Potenza invito tutti coloro che nella provincia e nella regione Basilicata condividono il progetto di Area Destra per l’unitĂ  dell’area a contattarmi.

Donato Conte : potenza@areadestra.itcontedonato@live.it – tel: 338/3525466

via Madonna della Scala, 60 – 85029 VENOSA (PZ)

27 febbraio 2010- Lucca, presentazione libro “Uno Bianca”

Pubblicato da Infoil 25 - febbraio - 2010

28 Febbraio 2010 – Roma, manifestazione per Mikis Mantakas

Pubblicato da Infoil 25 - febbraio - 2010

Intervista a Alessandro Pucci La Nuova Destra Alternativa

Pubblicato da Infoil 24 - febbraio - 2010

(di Roberto Guerra, asinorosso.myblog.it)

Alessandro Pucci – Roma- ha recentemente rilanciato con altri eretici della cosiddetta Destra (tra cui il ferrarese Alberto Ferretti) certa Nuova Destra politico-culturale (Area Destra). aperta e aideologica e postdemocratica. Nouvelle nouvelle Droite, giĂ  EstremoCentroAlto, etnico-identitaria italiana, neotradizionale e futuribile, destinata, in prospettive e congetture, al di lĂ  del Novecento e di certa tassonomia rigida obsolete , oltre la Destra e la Sinistra storiche, al di lĂ  del logo operativo, a innestare nuovi stimoli letteralmente super-umanisti nella casta stessa politica nazionale.

D- Alessandro Pucci: un nuovo soggetto politico/culturale nella cosiddetta destra: quali gli obiettivi e le motivazioni essenziali? Area Destra é una grande mobilitazione di forze umane, materiali e morali. Che cosa si propone? Lo diciamo senza false modestie: unire tutte le forze di Destra, nazionaliste e popolari del Paese in un unico grande partito e per questo ha creato una “Consulta per l’Unita’ dell’Area” a cui hanno aderito i principali Movimenti della cosiddetta Destra Italiana, con eccezione de la Destra di Storace: mi correggo storace sta bene dove l’hanno chiamato. Mi domando che ha di “destra” Storace ora che è componente e costolina della Pdl. Che si propone il futuro nuovo partito che si andrà a costituire: governare la Nazione. Con quale programma? Col programma necessario ad assicurare la grandezza morale e materiale del popolo italiano.

D- PDL e Berlusconi?
Quella del Pdl una fusione fredda che quotidianamente dimostra che non si è formato un raggruppamento solido e coeso: correnti, potentati e litigi, dominano la Pdl: rimpiango i partiti storici: oggi in politica domina la legge delle spartizioni. Berlusconi comunque è storia benché se ne dica.

D- Fini e il futuro della Destra?
Domanda sbagliata. Fini è Fini e ha un suo percorso e dobbiamo se vogliamo fare politica, quella vera e seria, sapere rispettare le scelte politiche di ognuno. E poi la Destra, ma quale Destra? Non esiste una Destra in Parlamento: esistono uomini di Destra ma ne stanno fuori. La Destra quella vera, si costruirà con l’ambizioso progetto di Area Destra.

D- Resistenza e fascismo sociale…una conciliazione storica possibile, alla luce magari di certa nuova storiografia? Rispondo raccontando quanto vidi a Saragozza in Spagna. Dopo la Guerra Civile, Mussolini chiese a Franco di autorizzare la costruzione di un Sacrario Militare Italiano, per raccogliere le spoglie di “tutti – nessuno escluso” i caduti italiani. Quindi questo Sacrario Militare insieme alla Chiesa di Sant’Antonio da Padova, che l’Italia ha affidato all’Ordine dei Frati Cappuccini come Custodi, è oggi un luogo di memoria sacra che Mussolini mandò a costruire e che ancora oggi lo Stato Italiano conserva, cura e annovera fra il suo patrimonio fuori d’Italia. Sono 236 le localitĂ  spagnole dove ci furono caduti italiani: 3414 morti, 150 deceduti in Italia, 232 ritenuti scamparsi, 547 italiani morti dalla parte dei repubblicani, di cui 22 sono sepolti nella Torre di Saragozza, mausoleo dedicato, come afferma la dedicatoria incisa sull’arco della torre ” L’Italia a tutti i suoi caduti in Spagna”. Tutti devono essere ricordati e a tutti si deve rendere omaggio, tutti diedero la propria vita per una causa, molto rispettabile e così lo dimostra il Sacrario militare italiano di Saragozza… Vissero anche loro la piccola guerra civile in terra spagnola, con scontri fra patrioti, lontani dalla propria terra e reso ancora piĂą drammatico con casi di fratelli italiani lottando fra loro, essendo volontari ma in bandi diversi, triste riflesso di quello che è una guerra civile”. L’Italia, cosciente di questi valori, nella sua secolare tradizione di culto ai propri morti, non li ha mai dimenticati. Il 2 Novembre c’è sempre stata un’emotiva cerimonia religiosa in loro memoria, anche quando poteva sembrare “fuori posto e fuori tempo”. Le ferite storiche vanno lenite con la speranza nel futuro, con valori umani e religiosi vissuti e lungamente meditati, ma mai dimenticati.

D- Nazismo e Stalinismo mali assoluti: fascismo e …Lenin, un’altra questione? Torniamo sempre al passato, questo è il ns. problema. Guardiamo invece avanti perchĂ© la grandezza di un popolo si dimostra anche nella capacitĂ , nel rispetto della storia e delle posizioni assunte in passato, di unirsi e lavorare insieme per il futuro, per il bene del paese, della Nazione.

D-Futurismo e fascismo di sinistra? Nostalgia o scenario futuribile? Tutto ritorna nel bene o nel male. Esperienze fantastiche che estrapolate dal loro contesto storico, sono di gran lunga piĂą attuali di tante altre che hanno significato solo un impoverimento della nostra Nazione.

Roby Guerra