gio, 29 luglio 2010

Si costituisce il Circolo di Venegono Superiore (VA)

Pubblicato da Infoil 29 - gennaio - 2010

Comunico che oggi si è ufficialmente costituito il Circolo di Area Destra di Venegono Superiore venegono@areadestra.it . Il suo responsabile è Riccardo Pellegrini, consigliere comunale che già nella prossima seduta consiliare annuncerà  la sua scelta. Dopo Area Destra Vergiate affidata a Sergio Vagliasindi, Area Destra Venegono Superiore si rende operativa sul territorio. Prosegue così il progressivo radicamento del nostro movimento sul territorio. In alto i cuori.

Enzo Rosa Resp. Area Destra Regione Lombardia

Dalla Palude al Mare Nostrum

Pubblicato da Infoil 28 - gennaio - 2010

Dalla palude al Mare Nostrum

(Documento politico di Area Destra per il Comitato Centrale de La Destra a Pomezia)

 

La palude è per definizione un luogo di acque stagnanti, dove il tempo sembra quasi non trascorrere, nella monotonia di un paesaggio tetro e grigio dove la sopravvivenza stessa appare quasi impossibile. Miasmi mefitici che aleggiano nell’aria umida e pesante rendono sgradevole la permanenza in questi luoghi, e si possono contrarre malattie anche mortali. Coloro i quali malauguratamente vi capitano, perché hanno perso la strada o perché non riescono a ritrovare il modo di uscirne, finiscono per rimanere sempre più impantanati quanto più a lungo vi rimangono.

Oggi la Destra italiana è frammentata, sbandata, inconsistente, ma soprattutto DIVISA.

Va in ogni caso sottolineato che il termine Destra viene utilizzato per indicare un’area politica in modo universalmente e facilmente comprensibile, probabilmente è un termine riduttivo e a volte nemmeno tanto indicato a definirla compiutamente, ma non intendiamo fare dell’accademia e nemmeno la battaglia delle parole,  usiamo quindi la parola Destra per semplificazione.

La Destra italiana si trova oggi nel bel mezzo di una palude e giorno dopo giorno sprofonda sempre piĂą inesorabilmente.

Tutti quanti sappiamo bene come ha fatto ad entrarvi: furono le scelte scellerate di Fiuggi, ma soprattutto quelle di alcuni opportunisti che hanno preferito accaparrare per se stessi potere e benefici personali  piuttosto che dedicarsi al bene della comunità militante che li aveva sostenuti e dell’elettorato che in loro aveva riposto le proprie speranze e il giustificato desiderio di riscatto.

Un riscatto politico, morale e culturale, dopo lunghi anni di emarginazione, di sofferenza e di umiliazioni patite.

Fu fondata Alleanza Nazionale e rottamato l’MSI per aprire una finestra alle altre forze politiche e imbarcare gente nuova, nuove idee e nuovi ideali. Ma da quella finestra, inevitabilmente, entrò anche un fumo venefico che ne ammorbò l’ambiente e che portò allo sfacelo, morale prima ancora che politico, dell’unico partito che di fronte all’opinione pubblica si era salvato da mani pulite.

 Ripercorrendo per un solo istante la storia ricordiamo che gli antichi romani chiamavano il mare mediterraneo “Mare Nostrum”.

Non ritennero necessario dargli un nome vero e proprio, perché era talmente ovvio ed evidente che esso lambiva tutte le terre permeate da una profonda e comune civiltà, fatta di usanze, di costumi, di leggi, di cultura, di arte, talmente forte e vitale, che ogni più piccolo anfratto della terra bagnata da quel mare per un romano era casa propria.

 Consideriamo adesso questo mare nostrum come un luogo ideale, metafisico, disseminato di terre e di isole abitate da uomini, donne, giovani e anziani, un arcipelago di comunità umane, ideali e militanti che hanno mantenuto intatti i propri valori, salvaguardandoli dal decadimento morale e spirituale proprio in forza del loro più o meno volontario isolamento.

Questo è il nostro mondo, la nostra area politica, questo è l’immenso patrimonio umano che va riconquistato, rivitalizzato, ripopolato.

Il mare nostrum incarna la storia del nostro popolo, le sue tradizioni, la propria identitĂ .

I nostri valori sono quelli tradizionali ed eterni che nascono oltre duemila anni prima del periodo fascista, che in modo molto riduttivo viene indicato, con accezione negativa prevalentemente, come l’unico periodo in cui la destra fu al potere nel nostro Paese, mentre sappiamo bene che essi preesistono al ventennio, lo permeano e lo attraversano rafforzandosi e rivitalizzandosi.

SarĂ  poi la rivoluzione culturale sessantottina ad attaccare fino alle fondamenta le nostre radici, col preciso obiettivo del sovvertimento di quei valori e di quegli ideali.

 Cerchiamo di definire allora cosa si intende per Destra come categoria politica. Il significato di Destra trae origine dalla posizione in cui sedevano in Parlamento, durante la Rivoluzione Francese, i difensori della Chiesa e della Monarchia cioè della Tradizione.  Da quel momento il termine sta a significare il riferimento, in tutti i suoi aspetti, per chi si schiera a difesa dei principi della civiltĂ  cristiana europea. Questa nasce dalla amalgama che il Cristianesimo ha operato assimilando la concezione religiosa di Dio unico Creatore con la filosofia greca, le istituzioni politico-giuridiche romane, le tradizioni di comunitĂ  e di popolo germaniche. Da tutto questo è stata creata e forgiata l’Europa come continente culturale che ha dato vita alla civiltĂ  cristiana, la nostra civiltĂ .

I principi dell’autoritĂ  e della sovranitĂ , che traggono legittimitĂ  da Dio, della struttura gerarchica della societĂ  fondata sulla famiglia in ogni sua proiezione anche sociale (corporazioni e corpi intermedi) sulla libertĂ  personale, familiare e sociale, sulle leggi e istituzioni politiche permeate dalla legge morale.

Questi sono i cardini che hanno costruito nei secoli la civiltĂ  cristiana, permettendole data la sua superioritĂ  morale e civile, di espandersi in tutto il mondo.

Questa civiltà ha subito negli ultimi secoli un processo morboso e rivoluzionario che ne ha scardinato a poco a poco valori e istituzioni in un lungo processo di secolarizzazione. Contro  questa modernità mal funzionante molti uomini e movimenti hanno cercato di operare per difendere, rimediare o ricostruire.

Nel nostro secolo, a fronte di uno sgretolamento devastante che pare inarrestabile e di un reale pericolo di estinzione della civiltà cristiana che è europea ma anche universale, il compito degli uomini di Destra è di difendere e diffondere questi principi in tutte le loro espressioni, ripristinando la scala gerarchica dei valori: religiosi, politici, culturali, sociali economici.

In quale modo? Studiandoli, riconoscendoli, vivendoli e facendo quanto oggi possibile, contribuendo a ricostruire un tessuto nazionale e sociale che le idee rivoluzionarie e sovvertitrici dell’ordine naturale hanno distrutto e continuano a distruggere. Cominciando dall’uomo, perchĂ© soltanto se dei principi si ha consapevolezza e conoscenza è possibile condurre una battaglia che sarĂ  vincente nella prospettiva lunga, ma sarĂ  dura, difficile e minoritaria nell’ora presente.

 Ci sovviene tal proposito, e facciamo nostro, il discorso che tenne ai propri uomini insorti contro i giacobini, (gli antesignani dei social-comunisti odierni) prima della battaglia, il generale vandeano François Athanase de La Contrie detto Charette: ”La nostra patria sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra, il nostro Papa. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi? Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione. Allora, che cos’è questa patria che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore? Questa patria di disordine e irreligione? Per loro sembra che la Patria non sia che un’idea; per noi è una terra. Loro ce l’hanno nel cervello; noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida. E’ vecchio come il diavolo il loro mondo che dicono nuovo e che vogliono fondare sull’assenza di Dio… Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni… Fanno ridere! Ma di fronte a questi demoni che rinascono di secolo in secolo, noi siamo la gioventù, signori! Siamo la gioventù di Dio. La gioventù della fedeltà”.

 La sinistra naturalmente continua anche oggi a sguazzare nell’utopia, mentre predica la pace nel mondo, l’uguaglianza e la fratellanza universale, il numero di vittime causate da quella nefasta ideologia supera abbondantemente i duecentomilioni.

 Ma tornando a noi, e al nostro impegno politico, alla costituente del nostro partito, La Destra, ritenemmo che nascesse quale naturale casa per tutte le formazioni (politico-culturali) e tutti quelli che in Italia si definiscono di destra.

Altrimenti perché mai dare a questo nuovo partito una denominazione così caratterizzante?

O si ha un’identitĂ  chiara e precisa oppure nessuno ci può riconoscere e di conseguenza votare.

Non si può certo cambiare rotta ad ogni refolo di vento contrario, se siamo di destra siamo di destra, che piaccia o no, punto.

Chiaramente dovremo poi essere bravi a spiegare all’elettore cosa significa esattamente essere di destra oggi e cosa vogliamo fare per noi stessi, per loro e per la nostra Italia tutta.

Riteniamo  che la costruzione dell’unitĂ  a destra sia l’unica, vera, entusiasmante, buona battaglia da combattere oggigiorno. Di certo è un impegno molto piĂą appassionante nonchĂ© l’unico veramente UTILE (nel medio-lungo periodo) piuttosto della solita triste rincorsa all’emergenza elettorale (che pure va affrontata).

 Non sosteniamo certo che bisogna resuscitare il MSI, naturalmente bisogna sempre guardare avanti e tenere in considerazione i mutamenti dello scenario politico.

Di sicuro tuttavia va recuperata la determinazione, lo spirito di corpo, la militanza, la formazione culturale e soprattutto l’entusiasmo che animava chi faceva politica per quegli stessi valori ed ideali che muovono i nostri cuori ed i nostri sentimenti anche oggi.

E l’entusiasmo si alimenta non con le belle parole, ma con l’esempio, con i fatti, mettendosi sempre in discussione, e sempre al servizio della causa… e mai viceversa.

Serve quindi una casa di Destra per tutti, non solo per i militanti degli attuali partiti dell’area, ma anche per tutti gli scontenti (e sono tanti) che sono di Destra ed al momento militano e votano per altri partiti oppure non votano più da tempo.

 Noi riteniamo che occorre superare i personalismi e l’egoismo dei vari schieramenti dell’area per ripartire tutti insieme con un nuovo progetto.

La nostra convinzione è che, volenti o nolenti, tutti gli attuali leaders   da Tilgher a Fiore, da  Romagnoli a Buontempo e Storace etc. debbano (qualora non lo stiano già facendo) seriamente interrogarsi sul futuro (quando non della sopravvivenza stessa) dei loro/nostri partiti e movimenti.

E’ indubbio che fino ad oggi ci si poteva anche “accontentare” (brutta parola) di piccoli spazi ed esigui rimborsi elettorali che permettevano però un minimo di attivitĂ  politica organizzata.

Ma oggi come oggi, con gli sbarramenti ormai sistematicamente imposti per eliminare dalla scena politica i non allineati, vi è la certezza matematica di essere tagliati fuori da ogni competizione elettorale e, dunque, da ogni possibilità di veder realizzato il nostro progetto  all’interno delle istituzioni.

Al di lĂ  di sensibilitĂ  differenti tra di noi su alcuni argomenti e di vecchi dissapori personali che dovrebbero essere superati per il superiore bene degli ideali comuni, a chi fa veramente comodo la nostra divisione? Ce lo siamo chiesti?

 E in tema di alleanze, siamo proprio sicuri che l’unica sponda sia quella del PDL? Ricordiamoci sempre, che se non abbiamo nostri rappresentanti in Parlamento non è colpa di Veltroni, Diliberto o Franceschini, ma di Berlusconi, e naturalmente di Fini.

Siamo allora fortemente convinti che si debbano mettere Berlusconi e Fini in condizioni di comprendere che all’orizzonte può profilarsi concretamente un nuovo e rivoluzionario progetto.

 L’Italia ha assolutamente necessità di un vero, unico e forte partito di Destra che controbilanci la politica barbara della Lega e quella demagogica e populista dell’Italia dei Valori, trasmettendo all’elettore autentici valori morali e civili.

 E’ urgente varare un progetto politico serio, concreto, identitario, che ci identifichi senza ambiguità di fronte all’opinione pubblica.

E’ indispensabile un partito radicato sul territorio, che apra sezioni, sia in grado di autofinanziarsi, faccia iscritti e proseliti, abbia una linea politica univoca e coerente su tutto il territorio nazionale, si riappropri delle sue battaglie storiche, oggi cavalcate malamente dalla Lega.

E’ indispensabile che il vertice del nostro partito dia ascolto a tutti coloro che vi partecipano e che si pongano con spirito propositivo per la ripresa di un progetto che oggi è a dir poco “appannato”.

E’ inderogabile che sul territorio siano chiamati a lavorare gli uomini e le donne migliori, eventualmente trovandone di nuovi, e che essi diano prova di merito attraverso risultati, militanza, impegno e capacità organizzative.

 Noi di Area Destra ci siamo ed attendiamo di essere messi in condizione di lavorare per il bene e gli obiettivi comuni.

E’ fortemente miope, o meglio è cieco, chi non vede come l’entusiasmo generale sia quasi azzerato.

Non vediamo un futuro se non si cambia radicalmente la gestione del partito, il tempo passa inesorabilmente e lo spiraglio di luce al nostro orizzonte si affievolisce sempre piĂą.

Tanti se ne sono già andati, tanti se ne vogliono andare, delusi da risultati praticamente inesistenti fino ad ora e da scelte politiche che si sono dimostrate inefficaci a convincere l’elettorato, con i risultati che noi tutti conosciamo benissimo.

Chiediamo a gran voce uno scatto di orgoglio, un cambio di passo, un segnale tangibile di buona volontĂ  da parte dei nostri vertici.

Costruiamo tutti insieme la nave della Destra, capace di solcare quel Mare Nostrum che è sempre lì, vasto e profondo; traghettiamo il nostro popolo verso l’approdo di una rinnovata tradizione e scongiuriamo il pericolo, dopo tanto lavoro e sacrificio, di un doloroso naufragio.

Area Destra

Intervista ad A. Pucci – ItaliaChiamaItalia

Pubblicato da Infoil 25 - gennaio - 2010

di Ricky Filosa

Dopo aver lasciato La Destra di Storace, Pucci guida “Area Destra”, un movimento che punta a mantenere vivi i valori di destra in Italia e in Europa.
Un movimento che, guardando giĂ  alle prossime politiche, studia e cerca possibili alleanze. Per continuare a crescere.
Alessandro Pucci nelle scorse settimane ha lasciato La Destra di Francesco Storace, partito nel quale ricopriva il ruolo di responsabile dipartimento Italiani nel Mondo, per fondare – insieme ad alcuni amici e camerati – “Area Destra”, un nuovo movimento, formato da coloro che non hanno visto di buon occhio la scelta di Storace di avvicinarsi al PdL. ItaliachiamaItalia.com ha voluto sentire Pucci, per capire meglio cos’è successo e quale sia la situazione attuale.

In questi giorni c’è un po’ di maretta, per quanto riguarda La Destra… Ci spiega che succede? Parlare di maretta è riduttivo, è uno tsunami quello che sta montando. Storace con continui colpi di mano ha portato La Destra ad essere una costola, anzi, una costoletta del PDL, tradendo anche il mandato dell’ultimo congresso che aveva indiscutibilmente indicato una strada alternativa. Probabilmente l’ex governatore del Lazio riuscirĂ  a portare a casa un consigliere regionale nel Lazio, in particolare se stesso, obbligando le restanti dodici regioni ad un compito improbo: militanza inesistente, candidati di bandiera, disponibilitĂ  economica sotto zero. Auguri. Parlavo di colpi di mano: infatti, Storace non tradendo il suo piĂą famoso soprannome “epurator”, ha azzerato l’opposizione interna certamente minoritaria negli organi nazionali ma senza alcun dubbio maggioritaria sul territorio. Una voce contraria avrebbe danneggiato il suo percorso e causato una minore credibilitĂ  verso l’odiato alleato.

Per questo avete deciso di lasciare il partito di Storace? Com’era possibile rimanere in silenzio?
Non parlare e rimanere avrebbe significato declinare alla volontĂ  del segretario l’essenza dell’adesione a quel grande progetto che fu La Destra nel 2007. PiĂą volte abbiamo lamentato la totale mancanza di un progetto politico e di una strategia delle alleanze: parole al vento ed ora quel mondo pagherĂ  l’arroganza del proprio segretario. Vi lamentate anche, fra l’altro, di come sia stato gestito il bilancio del partito… Queste sono, anzi erano, questioni prettamente interne, che con lo stile che ci deve distinguere preferiamo non affrontare.

E questa nuova formazione, Area Destra, cos’è? Area Destra è una scommessa, la scommessa di realizzare un sogno comune a tutte le persone che si collocano a destra del PDL. Un nuovo grande unico movimento politico che sappia elaborare un progetto innovativo, moderno, da proporre agli italiani. La politica italiana è nuovamente in movimento e la destra italiana dovrĂ  farsi trovare pronta quando il momento sarĂ  propizio. Certo è che se saranno privilegiate le piccole ipocrisie e le grandi debolezze di alcuni tutto sarĂ  piĂą complesso, ma comunque non impossibile da realizzare.

Quali sono i vostro obiettivi? A cosa puntate? Ricercare l’unità d’area non per creare “la cosa nera” che non interessa a nessuno e tanto meno ai promotori di questa iniziativa, ma l’unità d’area, di vertice se possibile, e di base per rilanciare la destra italiana in un ruolo da protagonista e non di continua emarginazione. Per emarginazione intendiamo quella dei valori e della volontà di elaborazione di proposte alternative a quelle di uno sfrenato liberismo di cui è intrisa trasversalmente la politica italiana ed europea. Una destra per gli italiani che ristabilisca il giusto equilibrio tra uomo, società ed economia. Una destra che sappia parlare a tutti, che sappia trovare soluzione ai problemi e che non si limiti solamente a censirli. Una destra che sappia lanciare battaglie coraggiose, libera da ogni vincolo con i poteri forti. Una destra che ricerchi un solo grande alleato: il popolo italiano.

Volete unirvi a Forza Nuova? Ad altri Movimenti, o cosa? Nessuno si deve unire a nessuno. Il 29 Novembre a Bologna inviteremo tutti i leader dei tanti movimenti esistenti, a cui proporremo di costruire una nuova grande casa. Non ci accontenteremo delle parole, chiederemo fatti concreti, in particolare a Romagnoli e Fiore. Ci siamo dati un triennio, e cioè sino alle prossime elezioni politiche, per attrezzarci adeguatamente e siamo certi che coglieremo l’obiettivo. Lei era responsabile del settore italiani nel mondo per La Destra.

Ha abbandonato quegli italiani all’estero? No, premetto che non appena iniziammo con Area Destra (allora corrente ufficiale) ricevetti una lettera di Storace che praticamente mi chiedeva di andarmene dal partito “non pensandola come lui” e che rivestivo un ruolo che non mi era stato mai ufficializzato. Come Italiani all’estero portammo 30.000 voti, ma non li ha mai valorati. Poco importava comunque, perchè nel frattempo finalmente si era costituita l’Associazione indipendente A.T.I.E. Comitato Tricolore Italiani all’Estero che lo scorso 30 ottobre a Roma ha visto la sua prima Riunione Internazionale Organizzativa, ospitata tra le altre nella storica cornice di Villa Dino. Dell’ATIE di cui sono stato eletto Segretario Generale, la quasi totalitĂ  dei dirigenti esteri ha fin dall’inizio simpatizzato e inviato anche l’adesione ad Area Destra di cui sono uno dei Fondatori, e questo lo dice tutto.

Comunicato Stampa del MNP

Pubblicato da Infoil 25 - gennaio - 2010

Si è svolta ieri a Roma l’annunciata conferenza stampa di Forza Nuova nella quale, alla presenza dei quadri dirigenti del Lazio del Movimento, di Alessandro Pucci, dirigente di Area Destra, di Dario Miccheli del Sindacato Nazionale, di molti intervenuti e di giornalisti della maggiori agenzie di stampa nazionali, è stata ufficializzata la candidatura di Roberto Fiore alla presidenza della Regione Lazio. Presentato da Gianguido Saletnich, coordinatore regionale di FN, il primo a prendere la parola è stato il Prof. Nicola Cospito, coordinatore nazionale del Movimento Nazional Popolare che, portato il saluto del Presidente Rutilio Sermonti, sottolineando  l’importanza del patto operativo tra FN anche a livello elettorale, ma non solo elettorale, ha osservato come sia enorme lo spazio politico che si apre davanti a chi come FN e MNP intende costruire un forte movimento di opposizione al sistema liberista in preda ad una crisi epocale irreversibile e al berlusconismo,  responsabile del degrado politico, sociale e morale del nostro paese. E giĂ , ha detto Cospito, arrivano segnali incoraggianti con l’adesione di gruppi, ma anche di singoli militanti, da tutto il territorio nazionale, soprattutto ora che Romagnoli e Storace, hanno anch’essi tagliato, al pari di Fini a Fiuggi,  le radici storiche, spostandosi su posizioni di centro-destra e di appoggio alla liberaldemocrazia. Roberto Fiore, coordinatore di Forza Nuova e protagonista della conferenza stampa, dopo aver osservato come non ci siano molte differenze tra la Polverini, candidata del PdL e la Bonino, candidata del centro.sinistra, accomunate entrambe dall’essere favorevoli all’aborto, ha illustrato ai presenti il programma del Movimento, sottolineando  l’importanza che Forza Nuova dĂ  al problema della sicurezza, oggi disattesa nei fatti da un governo che si affida unicamente ai proclami verbali, al problema delle periferie urbane, sempre piĂą invivibili, a quello della disoccupazione giovanile sempre in aumento, alla questione improcrastinabile del rilancio dell’agricoltura, da troppo tempo abbandonata a se stessa. Fiore ha sottolineato i mali della giustizia, aggravati dai provvedimenti scellerati varati dal governo e quelli della sanitĂ , un settore saccheggiato a piĂą non posso e  che ha arricchito le tasche sia degli amministratori di centro-destra che di centro-sinistra. Forza Nuova, sostenuta dunque anche dal MNP scende in campo e dĂ  inizio alla sua campagna elettorale. Per i primi di marzo, ha annunciato Fiore, è giĂ  in cantiere una imponente manifestazione nazionale a Roma che sarĂ  di richiamo per tutti coloro che vogliono dare battaglia sia al centro-destra che al centro-sinistra.

MNP Ufficio Politico

cell. 339-3547515

Comunicato del MNP

Pubblicato da Infoil 24 - gennaio - 2010

Sta nascendo lo schieramento unitario dell’opposizione nazionale

Una delegazione del Movimento Nazional Popolare, costituita dall’Avv. Rutilio Sermonti, dal Prof. Nicola Cospito e dall’Avv. Massimo Tirone, ha presenziato domenica 10 gennaio, ai lavori dell’assemblea indetta dal circoli di Area Destra a Roma, a Villa Dino, sull’Appia Antica. Rutilio Sermonti e Nicola Cospito, nel portare il saluto del Movimento, hanno espresso il massimo apprezzamento per il coraggio e la determinazione con cui i circoli Area Destra hanno saputo dire NO a Storace e ai suoi progetti esclusivamente personali. Cospito e Sermonti, hanno illustrato anche la posizione del Movimento e le ragioni del patto d’azione con Forza Nuova. Di grande interesse le lucide analisi emerse nei discorsi, che si sono susseguiti da parte dei dirigenti dei circoli, che hanno sottolineato la necessitĂ  improrogabile di costituire un grande movimento unitario di opposizione, esigenza questa che ha trovato particolare eco nell’appassionato intervento di Alessandro Pucci, uno dei promotori dell’iniziativa. Pucci ha lanciato l’idea di una Consulta permanente dei rappresentanti dei movimenti, idea raccolta subito dal MNP e anche da Roberto Fiore che nel suo intervento, nell’indicare i pericoli derivanti dal Trattato di Lisbona e dalla deriva liberalmassonica dei governi europei, ha sottolineato l’urgenza di attrezzarsi anche in vista delle prossime consultazioni regionali.

A tale proposito, mentre Romagnoli e Storace si sono spostati nel centro-destra, contro i due poli liberali si va delineando uno schieramento unitario di opposizione nazionale che dovrebbe vedere insieme Forza Nuova, MNP, Area Destra e i gruppi di NDS. Questo schieramento viene giĂ  indicato come il punto di riferimento per tutte le comunitĂ  militanti sparse per la penisola e per quanti non si sono rassegnati alla deriva liberista e intendono portare la guerra al sistema della menzogna, dell’usura, dell’ingiustizia e della corruzione.

MNP
Ufficio Politico Roma
tel. 339-3547515

Nasce il circolo Area Destra Foggia

Pubblicato da Infoil 24 - gennaio - 2010

Forse il modo migliore di cominciare un discorso è cercare di essere obiettivi, di comprendere i propri errori, quello che non va nel proprio partito, quella che oggi è la situazione politica. Partendo proprio da questo presupposto posso dire che purtroppo oggi coloro che decidono di entrare in politica lo fanno sperando in un guadagno personale, guardando ai propri interessi e non ai propri ideali, illudendo il Popolo che vota i propri rappresentanti con false speranze e falsi ideali, non vi è un’unione di partito che porti al raggiungimento di un ideale comune per il bene di tutti. Molti parlano di difesa del Popolo di lotta accanto ai cittadini, ma concretamente cosa si fa? Cosa facciamo? Noi per primi, noi cosiddetti “fascisti”, cosa facciamo se non riempire le nostre pance e le nostre tasche? Ebbene si! Questa è la situazione oggi! Preferiamo cullarci, allearci con il “nemico”, preferiamo urlare contro la tv, in assemblee, ma senza esporci pubblicamente. Quando viene richiesta la presenza, la partecipazione a delle manifestazioni cosa otteniamo? Assenze! Assenze! E ancora assenze! Tutti, o quasi, hanno qualche impegno preso in precedenza! Guarda caso giusto in quei giorni! Arrivati a questo punto credo sia doveroso uscire da questo concetto di fascismo all’acqua di rose, ormai il vero e proprio ideale fascista si sta estinguendo! Nessuno riesce ad essergli fedele!

I vari movimenti di “Destra”, non hanno ancora capito che devono fare autocritica invece di criticare gli altri! Devono smetterla di seguire ideali sbagliati spacciandoli per ideali fascisti! Quello che si deve fare è seguire gli ideali, quelli giusti, senza fermarsi al primo ostacolo, si deve lottare per ciò in cui si crede! La dobbiamo smettere di inseguire la notorietĂ  pur di occupare un angolino di carta nei giornali di gossip, di farsi prendere dalle cose futili che non hanno in alcun modo come fine ultimo il bene del Popolo, il bene di tutti! Cominciamo a renderci noi, coerenti, coscienti, capaci, integerrimi, intransigenti e decisi! Basta con le effimere unioni preelettorali finalizzate esclusivamente al raggiungimento dei voti utili per poter occupare una “poltrona”! Basta con le alleanze con antifascisti! Se si decide di seguire l’ideale fascista lo si faccia pubblicamente! Si dichiari ad alta voce “Si! Io sono fascista! E sono orgoglioso di esserlo!” senza aver paura di esprimere la propria opinione, le proprie ideologie. Bisogna saper conoscere quali sono gli ideali in cui crediamo e per i quali si è pronti a proporre e a portare avanti progetti, iniziative e manifestazioni tutto seguendo l’unico ideale fascista che ci rappresenta!

Ci vuole collaborazione reciproca per seguire non il partito fascista, bensì la politica fascista. Vediamo concretamente se possono esserci le basi per questo, almeno tra coloro i quali hanno compreso il primo concetto base secondo cui i nemici si combattono, non dobbiamo cercare né alleanze né, soprattutto, compromessi che vadano in qualche modo a contraddire e schiacciare i nostri ideali. Ideali nei quali dobbiamo dare tutti noi stessi, dobbiamo metterci in gioco senza ipocrisie, né invidie, né rancori. Senza guardare a chi da di più e chi di meno. Se si crede in ciò che si fa ognuno darà e farà quello che può senza per questo dover togliere del tempo alla propria famiglia e ai propri impegni, cercando di essere comunque presenti sul campo. Questo è quello che propongo, quello che penso. Basta col gossip e facciamo politica, vera politica senza illudere e dare false speranze, mostrandoci per quello che realmente siamo senza costruire una falsa immagine di noi!

Noi della Sezione di Foggia la pensiamo così.

Luigi deVito

foggia@areadestra.it