gio, 29 luglio 2010

Primo Coordinamento Nazionale di Area Destra

Pubblicato da Infoil 28 - dicembre - 2009

Il prossimo 9/10 Gennaio 2010, Area Destra ha convocato la sua “1a Riunione Programmatica-Organizzativaâ€, a cui parteciperanno i referenti nazionali del Movimento. Inoltre sono stati invitati esponenti delle Associazioni di base, Movimenti Politici dell’Area e singole personalità.
Il nostro movimento politico è già operativo dal punto di vista legale e giuridico, dobbiamo ora costruire la struttura organizzativa, discutere i punti programmatici da condividere con gli altri partiti di area, predisporre i regolamenti attuativi statutari indispensabili per l’avvio delle nostre strutture territoriali e discutere delle scadenze elettorali (se si riterrà opportuno parteciparvi).
E’ un appuntamento importante per consolidare ed organizzare Area Destra.
Il luogo scelto per l’incontro è Villa Dino sull’Appia Antica. (www.villadino.it).

Per informazioni, inviare una e mail a: info@areadestra.it
Cellulari: 3886919003 – 3497285594

Circolo di Area Destra a S. Marcello Pistoiese

Pubblicato da Infoil 21 - dicembre - 2009

Area Destra, coordinamento provinciale di Pistoia, è lieta annunciare la costituzione del nuovo Circolo di San Marcello Pistoiese, il cui responsabile Renè Coppi avrà giurisdizione su tutta la zona comunemente chiamata “Montagna Pistoiese” che va praticamente dalle prime pendici appenniniche alle più alte vette del comprensorio.
Renè Coppi è persona di vasta esperienza politica di Destra ed ha ricoperto sia ruoli dirigenziali di partito che ruoli istituzionali nel Comune di residenza. Superfluo dire quanto preziosa sarà questa nuova adesione per lo sviluppo di Area Destra nella provincia Pistoiese.

Per contattarlo: pistoia.sanmarcello@areadestra.it

Roberto Ferroni
Coord. Area Destra – prov. Pistoia
pistoia.provincia@areadestra.it

Area Destra anche a Varese!

Pubblicato da Infoil 20 - dicembre - 2009

Comunico che in data odierna si è ufficialmente costituito il circolo “AREA DESTRA ” di Varese intitolato a Paolo Cossu.
Lo scopo è quello di promuovere l’unità di intenti e di azione di tutte le realtà politiche di destra della provincia.
La destra vera a Varese continua il suo percorso con altro simbolo ma con le idee di sempre.
E’ già attvo su FB il gruppo correlato “Areadestra Varese”.

Enzo Rosa

e-mail Sergio Vagliasindi – sergio.vagliasindi@libero.it
varese@areadestra.it

Chiesa e Fascismo

Pubblicato da Infoil 20 - dicembre - 2009

Introduzione

«Noi non abbiamo voluto condannare il partito [fascista] e il regime come tali. Abbiamo inteso segnalare quanto, nel programma e nell’azione di essi, abbiamo veduto e constatato contrario alla dottrina e alla pratica cattolica» (Pio XI, Non abbiamo bisogno, 1931).

In questo articolo cercherò di vedere obiettivamente quali furono i nei e le ombre della dottrina fascista, senza scadere nell’antifascismo militante ed univoco, che vorrebbe fare del ventennio il “male assolutoâ€, anzi riconoscendo ciò che di buono vi è stato nel Regime, soprattutto se messo in rapporto con quanto la povera nostra amatissima Italia sta vivendo da cinquanta anni a questa parte: impoverimento intellettuale, depravazione morale, crisi religiosa e auto-demolizione dell’uomo, prodotti importati dai vincitori, i quali erano totalmente assenti in Italia dal 1922 al 1945. La vera scristianizzazione o secolarizzazione dell’Italia, infatti, non è stata prodotta dalla ‘religiosità civile’ del fascismo, ma dal modernismo sociale della “Democrazia Cristianaâ€, la quale nel secondo dopo-guerra ha imbevuto le masse una volta cattoliche, con la complicità di una parte del clero modernista (soprattutto di Giovanni XXIII e Paolo VI) di democratismo moderno di origine rousseauiana e maritainiana, come ha dimostrato lucidamente Augusto Del Noce. Di tale sfacelo molti sono i responsabili, ma non il fascismo, che anzi li aveva combattuti.

Il fascismo ‘religione-civile’

Il fascismo “ebbe l’ambizione di infondere nelle coscienze di milioni di italiani la fede nei dogmi di una nuova religione laica che sacralizzava lo Stato, assegnandogli una primaria funzione pedagogica con lo scopo di trasformare la mentalità, il carattere e il costume degli italiani per generare un uomo nuovo, credente e praticante nel culto del fascismo…â€([1]). “Nell’epoca della modernità [...] con la separazione dello Stato dalla Chiesa [...] e la nascita della polìtica di massa, il rapporto tra il potere e il sacro è entrato in una nuova situazione, da cui ha avuto origine il fenomeno della sacralizzazione della polìtica. [...] Nell’ambito della società moderna sono sorte [...] varie forme di religioni della polìtica, che [...] vengono differenziate in due principali categorie [...]. 1) -La religione civile è la categoria concettuale [di stampo liberal-risorgimentale, nda] entro la quale collochiamo le forme di un sistema politico che garantisce la pluralità di idee [...] rispetta la libertà dell’individuo [...]. 2) - La religione polìtica è la sacralizzazione di un sistema politico fondato sul monopolio irrevocabile del potere, sul monismo ideologico e sul totalitarismo [...]. Una religione della polìtica può derivare da una religione tradizionale e può avvalersi [...] di quest’ultima per elaborare un sistema di credenze [...] che conferiscono sacralità alle istituzioni politiche, senza subordinare lo Stato alla Chiesa [...]. In altri casi, come nei regimi totalitari, la religione della polìtica può assumere un carattere antagonista rispetto alle religioni tradizionali, rivendicando per sé il primato [...], mirando a subordinare ai suoi scopi la religione tradizionale, quando non la combatte per annientarla. [...] Storicamente, la sacralizzazione della polìtica [...] è un fenomeno che ha avuto inizio con la nascita della democrazia moderna e con la polìtica di massa. Le sue origini sono democratiche, repubblicane e patriottiche. Concretamente, le prime forme di religione della polìtica sono apparse durante la Rivoluzione americana e [...] francese. [...]. Il fascismo fu il primo movimento totalitario [mi pare che sarebbe più esatto dire ‘autoritario’, nda] nazionalista che mostrò pienamente dispiegati i caratteri di una religione polìtica [sarebbe meglio dire ‘civile’, nda] [...]. Lo stesso fece la religione polìtica del nazionalsocialismo, che pose sugli altari la razza ariana, il culto del sangue e la persona di Hitler [...], mescolandoli con i miti del moderno paganesimo razzista, in antagonismo con le religioni cristiane. Ma qualcosa di simile accadde [...] nella Russia sovietica, dove il partito totalitario professava una ideologia atea [...] e combatteva qualsiasi religione…†([2]). “Se non cercava di annientare la religione, come faceva il comunismo; il totalitarismo, nel caso fascista, mirava ad annetterla praticamente [...]. Se l’ateismo e la polìtica antireligiosa del comunismo sovietico palesavano senza equivoco la sua natura anticristiana, nel caso del fascismo e del nazionalsocialismo gli equivoci e le ambiguità nei confronti del cristianesimo accompagnavano la natura dei due regimi, che non era apertamente anticristiana [...], ma che mirava comunque a utilizzare la religione cristiana per rafforzare il regime [...]. Più ambiguo nei confronti del cristianesimo appariva il fascismo, che sembrava [...] lo Stato autoritario confessionale ossequioso nei confronti della Chiesa [...]. La polìtica di Mussolini era considerata [...] una prova di saggio realismo [...], ma l’essenza non cristiana [...] del totalitarismo fascista [...] era del tutto evidente; mentre la polìtica concordataria del regime [...] veniva considerata opportunistica, contingente e precaria [...] la religione fascista era tanto più pericolosa in quanto celava la sua insidia maligna dietro il formale ossequio alla religione cattolica†([3]). Queste asserzioni del prof. Emilio Gentile hanno un fondamento nella realtà, ma mi sembrano esagerate, astiose ed equiparano l’autoritarismo nazional-popolare fascista al totalitarismo paganeggiante nazista. Pio XI nell’Enciclica Non abbiamo bisogno (1931) scriveva: “non vogliamo condannare il regime o il partito in quanto tali, ma una sua concezione della politica che è simile alla statolatria paganaâ€. Direi che questi sono i due punti di non convergenza tra cattolicismo e fascismo: essi riguardano i rapporti tra Stato e Chiesa, laddove il fascismo insegnava, e lo vedremo, una dottrina non conforme a quella cattolica, che in quanto tale era definita dal Papa come “statolatria paganaâ€. È il cesarismo di Machiavelli che ritorna in un certo qual modo con Mussolini, anche se non si possono misconoscere i lati positivi del “fascismo regimeâ€, come lo definiva De Felice, il benessere comune temporale che ha dato all’Italia e agli italiani e in una certa misura, con il Concordato del 1929, anche alla Chiesa. Pio XI esclamò dopo la firma del Concordato del 1929: “Abbiamo ridato l’Italia a Dio e Dio all’Italia!â€. Purtroppo vi fu la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale, verso la quale Mussolini fu spinto da varie circostanze e da chi (le plutocrazie massonico-liberiste) mal sopportava l’emergere dell’Italia sulla scena internazionale (specialmente in Africa nel 1935 e in Spagna nel 1936) e che segnò la fine del benessere comune e l’inizio del crollo del regime, che, purtroppo, si sciolse come neve al sole, dimostrando una enorme debolezza a dispetto delle apparenze. Inoltre, non può non far pena il modo disumano in cui è terminata la tragedia della guerra civile del 1943-1945, la quale da molti fu vissuta come il riscatto dell’Italia e degli italiani dall’onta del tradimento dell’8 settembre, e che tante vittime causò, uccise in modo crudelissimo. Occorre anche ammettere che Mussolini sbagliò e non fece bella figura ad abbandonare la colonna italiana il 27 aprile 1945, a vestire l’uniforme tedesca e ad arrendersi ai partigiani comunisti senza colpo ferire. Inoltre se il 28 aprile 1945, quando venne ucciso, avesse avuto a fianco donna Rachele e non Claretta Petacci, sarebbe stato meglio per lui e per tanti italiani, che avevano riposto in lui molte delle loro speranze ed avevano speso per lui e la patria le loro forze ed energie durante la seconda guerra mondiale e la RSI. Lo stile privato di vita di un capo di Stato ridonda anche sulla nazione che lui dirige.

Leggi il resto… »

Con la presente comunico e rendo ufficiale la mia convinta adesione al movimento politico-culturale AREA DESTRA.
Con la voglia di ricominciare ad esprimere una idea politica che non rinnega ma progredisce, che discute ma costruisce, che ricorda ma indica UN FUTURO, che avanza e non arretra mi metto cameratescamente a disposizione di un idea che come OGNI SOLE RISORGE …

Gianluca Speranza
ex Capogruppo CDL
Consiglio Comunale Spoleto

Franco Freda è stato assolto

Pubblicato da Infoil 14 - dicembre - 2009

Freda, la Cassazione ha scritto che «il giudizio circa la responsabilità di Freda e Ventura in ordine alla strage di piazza Fontana non può che essere uno: la risposta è positiva».
«Nel corso di procedura penale che seguivo all’università di Padova, mi veniva insegnato che il giudicato aveva una specie di valore-efficacia sacramentale. Io sono stato condannato a quindici anni per aver guidato una sodalità eversiva, il Gruppo di Ar: lo riconosco come mio titolo d’onore. Sono stato invece assolto per la strage di piazza Fontana da due corti di assise del popolo italiano. E ora, in una dialettica giudiziaria in cui sono necessariamente assente perché coperto dal giudicato, un minuscolo scriba intende, in modo
surrettizio, vergognosamente spregiativo del sacramentum rei iudicatae, insinuare dichiarazioni sulla mia colpevolezza? Sottolineando questo non reclamo l’insurrezione dei garantisti. Mi limito a far notare l’aberrazione dello stesso diritto che dovrebbe governare le istituzioni della democrazia».

La sua casa editrice, le Edizioni di Ar, ha pubblicato un libro che si intitola «Piazza Fontana: una vendetta ideologica». Qual è la tesi?
«Nell’intenzione della sua autrice il testo mira ad applicare le categorie della morale nietzscheana al processo politico per piazza Fontana, riconnettendo il fatto cruento, e la sua proiezione nella polemica processuale, alla dinamica di quella guerra civile e politica cominciata con l’8 settembre ’43».

Lei ritiene verosimile la tesi oggi più accreditata, e cioè che nel corso della Guerra Fredda gli Stati Uniti si siano serviti della collaborazione di uomini dei servizi segreti italiani per creare una strategia della tensione che evitasse il pericolo di uno spostamento a sinistra dell’asse politico italiano?
«Suvvia! Questa Italia coloniale che si prende tanto sul serio da ritenere di essere campo di battaglia a stelle e strisce!»

Crede verosimile che in questa strategia ci sia stata una collaborazione del mondo neofascista italiano?
«Si riferisce a quel “mondo†che oggi occupa alcuni ministeri nel governo attuale? Non crede che costoro, più che efferati, siano degli innocenti? Nel senso napoletano del termine…»

Secondo molti magistrati la sua militanza politica non si è limitata a diffondere idee ed opinioni, ma anche a compiere atti eversivi.
«Ossia questi minustrati mi rimproverano di aver “predicato bene e razzolato beneâ€?… Entro i limiti umani di un miliziano, la mia milizia politica ha cercato di attuare ciò che il sentimento del mondo in cui mi riconosco suggeriva».

Lei non ha mai fatto mistero delle sue idee, vicine al fascismo e al nazionalsocialismo. È ancora di quelle opinioni, o ritiene che appartengano a una fase storica superata?
«”È insano cercare nei rivoli ciò che si può attingere dalla fonte”: così ammonisce Boccaccio. La fonte cui ho inteso volgermi è altra dai fascismi, intemporale. Ma confermo la mia personale venerazione nei confronti del Fuehrer e del Duce».

Dottor Freda, posso chiederle, se vota, per chi vota?
Porre questa domanda a me, ostile alla democrazia? Lei è persona garbata: perché questa provocazione oscena?»

Se dovesse dire qualcosa ai parenti delle vittime di quella strage, che cosa direbbe?
«Il rispetto mi pare debba comporsi di silenzio, di pudore, di riserbo, di discrezione».

Secondo lei chi ha messo la bomba in piazza Fontana?
«Il “secondo me†è un vezzo essenzialmente democratico. È il lievito di quel chiacchiericcio retorico, ipocrita e superficiale con cui ci si stordisce per non interrogare il mistero, per non farsi interrogare da esso».